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Domenica 23 Settembre 2018

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Scrp diventerà una società in house e scoppia la polemica sullo statuto

E si pensa di trasferire parte del personale a Padania Acque. Ora la società conta quattordici dipendenti compreso il direttore generale e ha un consiglio di amministrazione di cinque membri

Scrp diventerà una  società in house e scoppia la polemica sullo statuto
antonio grassi

antonio grassi

Biografia Antonio Grassi giornalista, già responsabile della redazione di Crema de La Provincia, s'interessa di politica e di ambiente. Scrittore, ha pubblicato due pamphlet su questioni ambientali : "Terre di frontiera-Goflandia e altre storie" e "Forte apache e dintorni". Il primo racconta la storia di tentativi di aggressione del territorio provinciale. Il secondo, del referendum sull'inceneritore di Cremona. E' autore di tre romanzi gialli a sfondo sociale: "Macramè", "L'erba del diavolo" e "Il cuore batte ancora. Vernice fresca" (2013), ultima sua produzione, è uno scientific thriller ambientato in provincia.

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Dalla relazione che Aldo Casorati, presidente dell’Area Omogenea, ha letto lunedì 15 gennaio, all’ultima assemblea dei sindaci, si apprende di un confronto avvenuto il 12 dicembre scorso tra il coordinamento della suddetta Area Omogenea e il consiglio di amministrazione di Scrp.

«In questo incontro – scrive Casorati nella relazione - è stata tracciata e condivisa un’ipotesi di lavoro che entro tempi molto stretti possa permettere all’Assemblea dei Sindaci di definire e approvare:

-Forma Giuridica della società dando al CDA il compito di presentare entro breve termine uno studio sulla fattibilità di trasformare SCRP in Società in House.

-L’ipotesi di società in house dovrà essere supportata da un piano industriale ben definito ed una nuova organizzazione del personale funzionale alla nuova mission della società e che non può prescindere da un accordo con Padania Acque per il trasferimento del personale al seguito del ramo idrico.

-Valutazione al fine di formare una sola società in house tra SCRP e Consorzio.it.

- Impegno da parte dei Sindaci a reintegrare il membro del CDA mancante».

Per i sindaci che da anni sostengono l’inutilità di Scrp e la necessità di chiuderla, quanto sopra non può che essere motivo di soddisfazione: è l’ammissione ufficiale che la società così come è strutturata oggi non ha senso di esistere.

La trasformazione della spa Scrp in una società in house potrebbe essere un tentativo per ridarle un ruolo e di rendere più equilibrato il rapporto con gli azionisti. Per le società in house vale infatti il principio di una testa un voto, mentre in una spa l’azionista di maggiore peso impone la propria legge.

Precisato tutto questo, è inaccettabile che la proposta venga messa in campo dopo che per mesi si è lavorato per modificare lo statuto di Scrp con impiego di energie e di quattrini pubblici.

Se si procede nella direzione della società in house il nuovo statuto approvato dai consigli comunali entro la fine del giugno scorso, ma non ancora ratificato dall’assemblea dei soci, sarà carta straccia, pronto per finire là dove si tira lo sciacquone. Ne servirà infatti uno nuovo.

Se si ipotizzava una società in house, perché si sono impiegate tante risorse economiche pubbliche per una decisone già destinata a soccombere ancora prima di essere operativa?

Perché si sono stressati i sindaci-soci di Scrp affinché i consigli comunali approvassero le modifiche in tempo utile per convocare l’assemblea dei soci, procedere alla ratifica delle modifiche e chiudere la questione prima delle elezioni amministrative di Crema del giugno scorso?

Perché dopo il passaggio nei consigli comunali, l’assemblea dei soci non è mai stata convocata?

Perché è stato sollevato lo spettro di sanzioni previste dalla legge Madia, qualora Scrp non si fosse dotata entro giugno di un nuovo statuto rispettoso delle direttive della stessa legge Madia e poi di queste sanzioni nessuno ne ha più parlato?

Ma le contraddizioni non sono una novità per Scrp. Il progetto dei varchi elettronici è cambiato più volte. Per la caserma dei vigili del fuoco i soci hanno approvato una delibera e poche settimane dopo è stata annullata. E come dimenticare le delibere secretate per il contratto di igiene urbana che la Scrp suggeriva di fare approvare dai consigli comunali? Si sono tenute due assemblee informative, presenti due diversi avvocati-consulenti, per concludere che non era possibile applicare il suggerimento. Ma qualsiasi cittadino sa che non esistono delibere comunali secretate. Come si dice? Mester cremasc, purtroppo.

Prima di chiudere due parole sulla nomina del nuovo consigliere di amministrazione. Il membro che si è dimesso è stato eletto nel luglio del 2016 e ha lasciato nel gennaio del 2017. Non è mai stato sostituito. Dopo un anno arriva l’invito ai soci affinché completino la casella mancante. Attualmente i membri del consiglio di amministrazione sono quattro, se ne aggiungiamo uno diventano cinque. I dipendenti sono quattordici, compreso il direttore generale, ma per una parte di loro si ipotizza il trasferimento a Padania acque. Quattordici meno…. Non si corre il rischio di un pari e patta tra consiglio di amministrazione e dipendenti?

E’ la Repubblica del Tortello, bellezza!

18 Gennaio 2018