il network

Lunedì 17 Maggio 2021

Altre notizie da questa sezione


IL PUNTO

È arrivata l'ora: avanti, insieme

È arrivata l'ora: avanti, insieme

CREMONA (25 aprile 2021) - Cremona non si arrende. Cremona resiste. Cremona combatte. E alla fine... Cremona ce la fa, Cremona vince. Questo il senso del messaggio che, a 430 giorni dall’inizio della pandemia, il nostro gruppo editoriale vuole lanciare e veicolare. Un messaggio di forza, resilienza e orgoglio. Ma anche e soprattutto un messaggio di ottimismo e di speranza, perché la guerra è tutt’altro che finita, il nemico invisibile è ancora fra di noi, di Covid si continua ad aver paura e a morire, ma in tutti i passaggi della vita arriva un momento in cui si deve smettere di voltarsi indietro e bisogna iniziare a guardare avanti. Non si cancella ciò che è successo (sarebbe un errore!), ma si percepisce che il peggio è alle spalle e si inizia a pensare al futuro. Non si dimentica chi non ce l’ha fatta, naturalmente, ma finalmente si vede la luce in fondo al tunnel: all’inizio fioca, poco più di un barlume, quasi un miraggio. Poi sempre più forte, intensa, persistente. Ed è proprio quello il momento in cui, toccato il fondo di una caduta che pareva rovinosa e senza fine, si inverte la rotta, ci si risolleva. E si rialza la testa. La sensazione è che - per Cremona, per l’Italia, per il mondo - il Grande Giorno sia davvero arrivato. Perché proprio oggi? Innanzitutto, perché spesso sta a noi decidere quando è il momento di dare una svolta, di cambiare abitudini e paradigma, di iniziare a pensare in modo nuovo. Poi, perché, oltre alle sensazioni e alla buona volontà, i segnali incoraggianti non mancano. Tre, in particolare, indicano l’inizio della nuova era. Il primo: la curva dei nuovi contagi si è finalmente abbassata, tanto che da domani la Lombardia e mezza Italia torneranno zona gialla. Significa che riapriranno le scuole, i negozi, i cinema, i parchi, i bar e i ristoranti, seppur con importanti limitazioni, a partire dal dibattito sul coprifuoco serale. Secondo segnale positivo: dopo tanti annunci e altrettanti problemi, la campagna vaccinale è finalmente entrata nel vivo, con un passo adeguato alle necessità. Terzo: il Governo ha ormai messo a punto il Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza, che ci permetterà di accedere ai fondi di Next Generation Ue, il mega salvadanaio europeo da cui attingere le risorse necessarie per uscire dalla pandemia e costruire un’Italia più moderna, più tecnologica, più attenta all’ambiente, meno squilibrata fra Nord e Sud.

Secondo alcuni commentatori, addirittura, il piano Draghi è talmente ben impostato da aver restituito credibilità internazionale all’Italia, tanto che le agenzie di rating hanno confermato il loro giudizio sulla sostenibilità del sistema paese e i più importanti fondi anglosassoni hanno deciso di investire in Italia, spostando i capitali dalla Spagna, perché sono convinti che con Mario Draghi a Palazzo Chigi l’Italia si rialzerà ed entrerà in una nuova dimensione di efficienza e modernità. «Credo che nessun altro in Europa possa svolgere meglio questa missione», ha commentato Carlo Messina, l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, il primo gruppo bancario italiano. Certo, fra banchieri è facile sostenersi a vicenda. Ma per definizione i banchieri sono i primi a pretendere fatti, non parole; non sogni, ma... solide realtà. Se si fidano loro, significa che possiamo fidarci anche noi, nonostante la riaffiorante litigiosità dei partiti che sostengono il governo d’emergenza voluto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ce n’è abbastanza per dire che l’uragano è passato e si può iniziare a ricostruire, tenendo presente la più grande lezione che la pandemia ci ha lasciato in eredità: la consapevolezza che nessuno si salva da solo, ma ci si salva soltanto tutti insieme, restando uniti sulla scialuppa e remando nella stessa direzione. Stretti, scomodi, affamati. Ma insieme. Ecco il senso della fotografia che campeggia sulla nostra prima pagina di oggi, sui nostri canali social (YouTube, Facebook, Instagram, Twitter e LinkedIn) e sulla campagna di comunicazione che abbiamo lanciato. Ci siamo tutti: dal presidente ai centralinisti, dai grafici agli amministrativi, dai giornalisti agli account di PubliA. Per 14 mesi vi abbiamo raccontato la pandemia: i lutti, i silenzi, le restrizioni, i drammi, le paure dell’era Covid. Da oggi, pur senza dimenticare le criticità e i problemi irrisolti, siamo pronti a raccontarvi la ripresa, i progetti, gli sforzi di chi prova a ripartire, i suoni ritrovati, i colori della primavera, la voglia di libertà e di normalità che tutti abbiamo nel cuore. Giorno per giorno. Sempre insieme.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

24 Aprile 2021